Razionalità e soggettività: il grande lascito del protestantesimo alla modernità

DOSSIER/500 ANNI DI PROTESTANTESIMO

La ribellione di Martin Lutero ha avuto un forte impatto indiretto sulla nascita della modernità, come sostiene Max Weber nel suo libro l’Etica Protestante e lo Spirito del Capitalismo. L’accento è spostato sulla coscienza individuale: nasce il soggetto. La frugalità, la purezza, il risparmio, l’accumulazione sono i nuovi valori il cui scopo ultimo è la repressione del piacere. Eros è sacrificato alla ragione e solo nella condotta razionale il credente potrà sentirsi in comunione con Dio.

di Mariolina Graziosi

Il 31 ottobre 1517, Martin Lutero affigge alla porta della chiesa del castello di Wittenberg 95 tesi contro lo scandalo delle indulgenze. Siamo in pieno Rinascimento, ciclo storico che si concluderà con la fine del XVI secolo. Nel Rinascimento il papato era diventato una potenza politica e militare. È con il papa Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia, che esso assume in pieno la natura di una monarchia e il potere temporale diventa il suo carattere predominante. Per necessità economica, papa Alessandro VI dà un forte impulso alla pratica delle indulgenze, pratica religiosa per mezzo delle quali i fedeli si compravano la salvezza della loro anima e dell’anima dei loro cari, assicurandosi così il paradiso. Nonostante la natura corrotta del papato, la fede era molto sentita, per cui la paura dell’inferno attanagliava la coscienza religiosa dell’epoca. Il 18 agosto 1503 Alessandro VI muore, e gli succede al trono pontificio Pio III, che muore dopo appena un mese di pontificato. Gli succede Giulio II, il 31 ottobre 1503, il cui papato porta all’ulteriore rafforzamento del potere temporale della chiesa e, allo stesso tempo, allo sviluppo delle arti. È a Giulio II che si deve la decisione di costruire la basilica di S. Pietro, la quale ebbe inizio nel 1507, e nel 1508 il Papa indisse un giubileo per raccogliere fondi e, a più riprese, decretò che chi avesse inviato un contributo avrebbe ottenuto l’indulgenza (bolle del 12 febbraio e del 4 novembre 1507).

È durante il pontificato di Leone X, succeduto a Giulio II, che la crisi spirituale europea esplode con tutta la sua forza a partire dalle 95 tesi Luterane. L’affissione delle 95 tesi da parte di Lutero avviene dopo un suo viaggio a Roma, in cui si rende conto della profonda corruzione della città e del Vaticano. Figlio di un commerciante divenuto agiato, iniziò i suoi studi di giurisprudenza, che presto abbandonò per entrare in un convento di Agostiniani, ad Erfurt. La sua decisione sembra essere dovuta ad un voto fatto mentre un fulmine stava per abbattersi su di lui. Erik Erikson, nel suo libro Il giovane Lutero, (Armando Editore, 1979), per descrivere la personalità di Lutero e le scelte da lui fatte, parla di una crisi di identità adolescenziale risolta in modo spirituale. La soluzione spirituale fu favorita dal vacuum politico e psicologico creatosi in gran parte del mondo cristiano occidentale dell’epoca. Lutero dunque fu figlio dei suoi tempi, di un momento storico che può essere definito Kairos, ovvero tempo di crisi ma anche pregno degli sviluppi futuri, di cui Lutero si fece interprete, portando alla luce la crisi spirituale della cristianità e annunciando nuovi valori. Il profondo conflitto psicologico vissuto dal giovane prete agostiniano è ben raccontato nel film Lutero, Genio Ribelle, e Liberatore, diretto da Eric Till nel 2013. Nel film si vede un uomo tormentato dalla lotta contro il diavolo, che in seguito diventerà la lotta contro il papato, contro la Chiesa Cattolica per lui responsabile della corruzione ormai diffusa nel mondo cristiano.

Nelle sue tesi Lutero si scaglia contro le indulgenze, mettendone in discussione il valore religioso e il potere di assoluzione del papa dai peccati. Per Lutero la colpa non può mai essere eliminata ed è per questo motivo che il fedele dovrà per tutta la vita confrontarsi con la coscienza della colpa. Il concetto della colpa e l’impossibilità di potersene liberare con una semplice assoluzione sarà uno dei capisaldi del protestantesimo, al punto che nel calvinismo verrà affermata la predestinazione della grazia. Proprio perché nessun uomo può raggiungere la completa purezza e dunque il diritto alla grazia, la grazia può essere solo un dono di Dio.

Subito dopo l’affissione delle 95 Tesi, in cui tra l’altro si incoraggiavano i fedeli a non pagare le indulgenze, Lutero per sfuggire alle carceri papali cerca la protezione dell’Elettore della Sassonia Federico il Saggio e si rifugia nel castello di “Wartburg”. In questo periodo di isolamento traduce la Bibbia in tedesco al fine di dare la diretta accessibilità della parola di Dio ai fedeli. La ribellione di Lutero sancirà la nascita del protestantesimo i cui capisaldi saranno il rapporto diretto del fedele con la parola di Dio e una chiesa senza un’autorità centrale. I pastori protestanti saranno guide spirituali. L’accento è spostato sulla coscienza individuale: nasce il soggetto.

Il protestantesimo ha avuto un forte impatto indiretto sulla nascita della modernità, come sostiene Max Weber nel suo libro l’Etica Protestante e lo Spirito del Capitalismo (Rizzoli-Bur, 1991). Weber, contrariamente alla tesi di Karl Marx che si sofferma sui fattori sociali, come la formazione di un nuovo modo di produzione e di una nuova classe sociale, mette in luce il rapporto tra religione e cambiamento sociale, nello specifico tra protestantesimo e nascita dello spirito capitalistico. Dove per spirito capitalistico intende la formazione di una condotta di vita razionale, basata sul dovere e sulle attitudini al risparmio e all’investimento. Definisce questa nuova condotta di vita ascetismo mondano, perché le nuove attitudini, formatesi in seguito alla riforma protestante, hanno un significato religioso. Le dottrine che hanno maggiormente influito sulla formazione della nuova condotta di vita, ovvero di una nuova personalità, sono state il luteranesimo e il calvinismo. È Lutero infatti che nella sua traduzione della Bibbia pone al centro il dovere, Beruf, il quale deve essere vissuto dal credente come una vocazione. La frugalità, la purezza, il risparmio, l’accumulazione sono i nuovi valori il cui scopo ultimo è la repressione del piacere, come viene ben descritto nei due film Il Pranzo di Babette e Fany e Alexander. Eros è sacrificato alla ragione e solo nella condotta razionale il credente potrà sentirsi in comunione con Dio.

L’ascetismo mondano è diverso dall’ascetismo ultramondano praticato nel mondo cattolico. Mentre il primo sottolinea la necessità di restare nel mondo e nel mondo vivere secondo i dettami di Dio, il secondo invece pensa che l’ascetismo sia riservato a coloro che escono dal mondo per rinchiudersi in un monastero. Mentre il cattolicesimo ritiene che la condotta ascetica sia possibile solo nella reclusione, l’ascetismo protestante invece pone l’accento sull’azione nel mondo e sulla natura religiosa delle proprie azioni. Il protestante deve fare i conti con la propria coscienza per ogni atto compiuto, e non ha il sollievo della confessione per essere assolto dai suoi peccati. Nelle varie dottrine protestanti, il sacramento della confessione è infatti abolito perché la certezza della salvezza si può avere solo in una vita di penitenza, che per Lutero deve avere i tratti della mortificazione della carne: «Non intende però solo la penitenza interiore, anzi quella interiore è nulla se non produce esteriormente varie mortificazioni della carne». (tesi 3).

Con l’ascetismo mondano da un lato Dio è avvicinato all’uomo, alla vita terrena, ma dall’altro lato Dio rimane un’entità trascendente, lontana dall’uomo, la cui volontà è imperscrutabile. Sarà il calvinismo, altra dottrina fondamentale per la formazione dello spirito del capitalismo, che suggellerà la separazione tra Dio e gli uomini con la sua dottrina della predestinazione. Nonostante la sua condotta di vita ascetica, nonostante la mortificazione della carne, il protestante non può essere sicuro della sua salvezza. Questa dipende dalla volontà divina, imperscrutabile, inaccessibile all’uomo. Dato che la colpa non può essere eliminata con le azioni dell’uomo, solo Dio potrà eliminarla. Ed è per questo che Calvino, nato nella Svizzera francese (Nyon Piccardia), dopo aver aderito alla riforma luterana, formulerà la sua dottrina della predestinazione, allontanandosi in parte dal luteranesimo. Secondo Calvino, Dio ha un suo piano di salvezza, questa riguarderà alcuni, ma non tutti. La dottrina di Calvino riafferma in modo radicale la natura trascendente di Dio, la separazione tra Dio e l’uomo, in opposizione all’idea di comunione mistica di Lutero che non nega la trascendenza ma ammette che l’uomo può essere in contatto diretto con Dio. Per Calvino invece l’uomo è solo con la sua coscienza e può solo cercare i segni della sua predestinazione nella vocazione ascetica e nella fede, ma mai potrà avere la sicurezza della grazia. L’accento viene così spostato definitivamente dall’obbedienza all’autorità papale, in quanto vicario di Cristo, alla solitudine della propria coscienza e alla responsabilità delle proprie scelte. La vita interiore del singolo individuo si afferma come dimensione primaria rispetto al gruppo, sia esso la famiglia, lo Stato, la chiesa. Le opere di Sӧren Kierkegaard sono una delle più grandi riflessioni sull’interiorità dell’uomo protestante, sul suo rapporto doloroso e travagliato con il senso di colpa e il bisogno esistenziale della fede (Il concetto dell’Angoscia, Se, 2013; Malattia Mortale, Se, 2016; Timore e Tremore, Rusconi, 2016). Come l’opera di Frederich Nietzsche è una ribellione al senso di colpa protestante che secondo lui ha generato una coscienza divisa, fondata sul rancore e sulla sottomissione invece che sul “will to power”, da intendere come volontà di vita (Genealogia della Morale Rusconi, 2015).

Il protestantesimo, dunque, oltre a formare lo spirito del capitalismo, cioè le giuste attitudini per lo sviluppo del modo di produzione capitalista, ha anche avuto un influsso sull’affermarsi dell’idea di individuo separato dal gruppo, perché le proprie radici sono nella propria coscienze, portatore di diritti (William G. Naphy, La rivoluzione protestante, 2007, Raffaello Cortina Editore). Come pure ha avuto un forte influsso sull’affermarsi della scienza come paradigma epistemologico dominante, sottraendo alla natura l’idea di mistero e di sacro. Al posto del mistero c’è il dubbio, il dubbio della purezza e della salvezza; al posto dell’Eros c’è la ragione; al posto della magia c’è la fede. Con il tempo, il dubbio è divenuto più forte della fede innescando un processo di secolarizzazione i cui tratti più radicali sono il nichilismo. Thomas Mann, nel romanzo I Buddenbrook (Einaudi, 2014) descrive, attraverso la storia di più generazioni, la decadenza della famiglia Buddenbrook, metafora della decadenza della civiltà occidentale, intrappolata nel materialismo e perseguitata dal fantasma del nichilismo.


BIBLIOGRAFIA

Max Weber
Etica Protestante e lo Spirito del Capitalismo
Rizzoli-Bur
pp. 416, € 11,00

William G. Naphy
La rivoluzione protestante
Raffaello Cortina Editore
pp. 354, € 27,00

Erik Erikson
Il giovane Lutero
Armando Editore
pp. 270, € 16,50