Lutto per QuiLibri. È morto Hilarius Moosbrugger

Hilarius Moosbrugger, collaboratore di QuiLibri dal primo numero, ci ha lasciati.

Oggi, quando mancano pochi giorni a Natale si è spento nella sua abitazione di Milano. Da anni era malato ma dire che ha lottato fino alla fine sarebbe sbagliato. Ha convissuto con la sua malattia in modo sereno, senza mai farla pesare, continuando a scrivere articoli e racconti bellissimi e a leggere i suoi amati libri.
Non è retorica dire che per noi si apre un vuoto incolmabile. Hilarius Moosbrugger è stata una figura importante per questa rivista e a tutti noi oltre agli articoli mancheranno i suoi consigli, le sue puntuali critiche ma anche le amabili chiacchierate a casa sua bevendo un te.
Hilarius Moosbrugger era un nom de plume che si era dato da tanti anni, dai tempi della rivista Wurz. Quel nome mi aveva incuriosito. Moosbrugger mi aveva fatto pensare al romanzo di Robert Musil, L’uomo senza qualità, dove compare un personaggio inquietante diametralmente opposto al nostro colto, raffinato ed elegante Hilarius. Lui giocava molto con questo suo nome e mi aveva spiegato d’averlo adottato da un barcaiolo tedesco che tanti anni prima lo aveva accompagnato in barca su un fiume della Germania
Spesso mi diceva che lui non sapeva scrivere e che era Hilarius lo scrittore. Non amava mettersi in mostra, preferiva che i complimenti fossero tutti per Moosbrugger. Noi ovviamente rispettiamo questa sua volontà e non sveliamo il suo vero nome.
I suoi brevi racconti, tutti pubblicati da QuiLibri, sono delle perle. Appassionato bibliofilo aveva scritto piccole storie e aneddoti legati ai libri e a personaggi del mondo librario. L’ultimo, comparso sul numero di novembre-dicembre, dal titolo Conrad tra i canarini, raccontava con ironia il suo incontro ad Atlanta con una venditrice di canarini che, tra le gabbie teneva anche tutti i libri di Conrad.
Amava la poesia e la letteratura ma leggeva con avidità anche i libri di storia e i diari di grandi autori francesi e inglesi. Ascoltarlo raccontare era un piacere. I suoi occhi si illuminavano nel descrivere anche i piccoli particolari della vita di un autore che aveva amato e che stava leggendo.
La seconda domenica del mese, fino a quando la salute ha retto, ci incontravamo al mercato del libro usato in piazza Diaz a Milano. Tutti i librai delle bancarelle lo conoscevano. Lui si fermava a salutare tutti e a curiosare tra i libri alla ricerca di un’edizione non necessariamente rara o di un libro di un autore dimenticato o poco conosciuto.
Qualche settimana fa mi aveva detto che le sue condizioni di salute non le consentivano più di collaborare per cui avrei dovuto togliere il suo nome dal colophon. Gli risposi che Hilarius Moosbrugger sarebbe rimasto perché tutti noi avremmo avuto ancora bisogno dei suoi consigli, dei suoi giudizi e delle piacevoli chiacchierate. Fare parte di una rivista vuol dire anche essere amici e noi – pur on le nostre inevitabili diversità – nel corso di questi anni lo siamo diventati.
In questo momento tutti noi di QuiLibri, gli editori, i redattori e i collaboratori siamo vicini abbracciamo con affetto Daniela, nostra redattrice, e i figli di Hilarius.
Ora che se n’è andato non resta che dire sit tibi terra levit.

Paolo Barbieri