Gesù, gli Ufo e gli alieni: cosa resta della teologia cristiana se non siamo soli nell’universo?

 

Ipotizzando che altrove, in qualche parte dell’universo, vi siano altre forme viventi legittime almeno due domande: anche quegli extraterrestri sono stati creati ad immagine e somiglianza del Dio della Bibbia? Anche in quei mondi lontani si è manifestato Gesù? Mentre la scienza con il progetto SETI è alla ricerca di altre forme di vita, anche la teologia si interroga. Il teologo tedesco Armin Kreiner ha affrontato il tema in un libro edito dalla Queriniana in cui propone una possibile spiegazione

di Paolo Barbieri

E se nell’universo non fossimo soli? Se la Terra non fosse l’unico pianeta abitato? Insomma se gli extraterrestri non fossero una fantasia? Domande che, al momento, non hanno trovato risposte ma che pongono alcuni problemi non solo di carattere scientifico. Per esempio: che ne sarebbe delle religioni terrestri e, in particolare, del cristianesimo?

Yuri Gagarin, il primo uomo a volare nello spazio, comunicando via radio con la base affermò: «Non vedo nessun Dio quassù» e qualche anno dopo un altro astronauta sovietico, Gherman Stepanovich Titov, disse «Nei miei viaggi intorno alla Terra non ho visto né Dio né angeli».

Affermazioni con ogni probabilità suggerite dalla propaganda dell’Unione Sovietica alla quale la Radio del Vaticano rispose: «L’evoluzione della tecnica realizzata per mano dell’uomo, cela in sé un enorme pericolo: l’uomo può pensare di essere il creatore e che tutto ciò che è fatto con le sue mani, sia frutto del suo intelletto e operato. L’uomo è semplicemente lo scopritore di ciò che il Signore Dio gli ordina […]». Polemiche superate con il crollo dell’Urss? No, perché nell’età della tecnica sembra proprio che l’uomo non abbia più bisogno del Dio della tradizione «Dio è morto», ha sentenziato Nietzsche, e forse non è un caso che anche nella fiction (romanzi e film) sugli extraterrestri mai si parli del Dio della tradizione giudaico-cristiana o si faccia accenno ad una religione.

Ipotizziamo dunque che altrove, in qualche parte dell’universo, vi siano altre forme viventi. Anche quegli extraterrestri sono stati creati ad immagine e somiglianza del Dio della Bibbia? Anche in quei mondi lontani si è manifestato Gesù? Possono sembrare domande banali, ingenue e di poco conto perché, in fin dei conti, non sappiamo se esistono altri mondi abitati. Sono solo ipotesi. Ciò però non può non farci riflettere perché è chiaro che se vi fossero altre forme di vita dovrebbero essere state create dall’unico Dio, almeno in base alla religione cristiana. Se Dio, come sostiene la religione, è il creatore e il principio di tutte le cose non può non esserlo anche per gli alieni. Nell’antichità la tesi di una pluralità di mondi è stata sostenuta, per esempio, da Epicuro e negata da Aristotele. In epoca moderna è stata affermata tanto da pensatori cristiani come Cusano quanto da critici del cristianesimo come Giordano Bruno. Galilei si è dichiarato contrario mentre Keplero ha sostenuto che dall’esistenza di una luna di Giove, ne deve conseguire che il più grande dei pianeti è abitato. Dalla fine del XVIII secolo molti autori hanno scritto di incontri con forme di vita aliena intelligente, talora assimilate ad esistenze angeliche o demoniche. È il caso del mistico svedese Emanuel Swedenborg che ha raccontato di essere stato rapito e di avere avuto più incontri con esseri che abitano altri pianeti. Ma è a partire dalla seconda metà del Novecento, con lo sviluppo della tecnica e i viaggi sulla Luna e verso altri pianeti, che si sono moltiplicate le testimonianze di avvistamenti di UFO, di racconti, conditi con dettagli più o meno fantasiosi e di contatti con gli alieni. Inoltre si sono sviluppati studi seri come il progetto SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence) che ha come obiettivo quello di captare onde radio provenienti da altre galassie.

alieni-vaticanoSe il matematico e fisico Paul Davies nel libro Siamo soli? ha riflettuto sulla probabilità dell’esistenza di intelligenze extraterrestri prevalentemente a partire dai dati della esobiologia (cioè della scienza che valuta la possibilità di formazione della vita in pianeti diversi dalla Terra) e sulla base di essi ha legittimato la continuazione del progetto SETI, studi specifici sono stati affrontati anche da molti teologi nel corso del Novecento come, per esempio, Teilhard de Chardin, Paul Tillich e Karl Rahner anche se l’atteggiamento prevalente ha sempre oscillato tra scetticismo e sarcasmo. C’è chi il problema lo ha preso molto sul serio come Billy Graham, uno degli evangelici più influenti a livello mondiale del XX, secolo secondo il quale taluni aspetti legati alla presunte apparizioni degli UFO presentano molte somiglianze con i racconti degli angeli. Così come il presbiteriano Barry Downing, fino ad oggi uno degli ufologi cristiani più rilevanti, che parla di alien/angelic reality – realtà aliena/angelica – all’opera negli eventi testimoniati dalla Bibbia e che lo è oggi nell’apparizione degli Ufo. Downing teorizza che in eventi decisivi nella storia dell’umanità hanno fatto la loro apparizione angeli o annunciatori di Dio per comunicare agli uomini messaggi o per porli in salvo. Gli esempi, per Downing, sono molti: nell’esodo dall’Egitto agli ebrei viene mostrata la strada da una colonna di nubi che poi si trasforma in una colonna di fuoco. Le colonne di fumo sono presenti nell’attraversamento del Mar Rosso, del Sinai fino al raggiungimento della Terra Promessa. Altri fenomeni celesti sono citati in tradizioni posteriori: Elia viaggia su un carro di fuoco trainato da cavalli di fuoco e sale verso il cielo nel turbine. Anche nella vita di Gesù appaiono fenomeni celesti. Alla nascita ai pastori appare un angelo, nella trasfigurazione appaiono ‘nubi luminose’. Tutti fenomeni non sarebbero dei miti ma fatti veri. Esemplificativa del modo di pensare di Downing è la sua interpretazione dell’ascensione di Gesù che scompare in una nuvola. Un’immagine che evoca una superstizione primitiva, viceversa – per Downing – se Gesù scomparisse in un disco volante sarebbe un’idea che si armonizza completamente con l’immagine biblica del mondo nell’epoca dei viaggi spaziali.

C’è un teologo, però, Armin Kreiner, che in questi anni ha affrontato in modo approfondito questo tema, e il frutto del suo lungo lavoro si è concretizzato con la pubblicazione del libro Gesù, gli Ufo e gli alieni – L’intelligenza extraterrestre come sfida alla fede cristiana edito in Italia dalla casa editrice Queriniana.

Nel libro, Kreiner affronta il problema teologico centrale che è quello del significato dell’evento di Cristo. «L’incarnazione di Dio in Gesù Cristo – spiega – è inserita nel dramma della salvezza fatta di caduta e di redenzione. Una pluralità di affermazioni neotestamentarie suggeriscono che questo evento è al tempo stesso singolare e di rilevanza cosmica universale. Dio ha abitato ‘in tutta la sua pienezza’ in Gesù Cristo. Dio ha voluto che con lui si riconciliasse non soltanto l’umanità, ma ‘tutto in cielo e sulla Terra’. Questo atto redentivo è ‘avvenuto una sola volta’ e ‘una volta per tutte’». I problemi che ne scaturiscono toccano il nervo della confessione cristiana perché la concezione tradizionale è che il bisogno di redenzione dell’uomo dipende dalla sua discendenza da Adamo ed Eva.

«Se esistono degli extraterrestri – scrive Kreiner – questi non discendono dalla coppia umana, e comunque nel caso fossero in una condizione che abbisogna della redenzione, la conseguenza è il congedo dalla singolarità e dall’universalità dell’evento Cristo. Da ciò ne deriverebbe infatti una molteplicità di incarnazioni del figlio di Dio. In un pianeta abitato si dovrebbe svolgere un dramma redentivo simile. L’incarnazione di Dio in Gesù Cristo non sarebbe più il centro e il vertice della storia della salvezza, ma un evento salvifico tra gli altri».

Il teologo tedesco ritiene che esista una buona probabilità dell’esistenza di intelligenze extraterrestri e di conseguenza sia legittimo da parte della teologia cristiana interrogarsi sul problema che tale esistenza pone. Per cui concepisce il problema nello stesso modo in cui la teologia cristiana guarda alle altre religioni. Nel caso dell’esistenza degli extraterrestri e di una loro religione, pur rispettabile, la posizione di Kreiner – a mio giudizio – appare più come una giustificazione di una narrazione troppo umana e troppo legata alla cultura nata nel bacino del Mediterraneo. La proposta di Kreiner, infatti, passa per un ripensamento del concetto teologico di incarnazione e in particolare della tesi anselmiana della necessità dell’incarnazione di Dio in Gesù Cristo a motivo del peccato umano. Seguendo l’indirizzo di altri teologi medioevali come S. Bonaventura e Duns Scoto, egli propone di concepire l’incarnazione come il compimento del rapporto tra Dio e il mondo, dunque come un evento non collegato alla contingenza del peccato umano, ma al disegno complessivo di Dio sulla sua creazione. Ammesso questo, diviene plausibile pensare che un’incarnazione, ovvero una manifestazione di sé, come quella avvenuta in Gesù Cristo, sia realizzata da Dio anche in altri luoghi rispetto alla Terra, soltanto in forme diverse. Dove cercare dunque le tracce del divino se si raggiungessero ipotetici pianeti abitati? «Con tutta probabilità – scrive Kreiner – non si troverebbero alcuno dei simboli familiari che mostrano sulla Terra la presenza del cristianesimo, non la Bibbia, le chiese, la croce, i riti, non i profeti o i santi, non i racconti della vita e della morte di un uomo di Nazaret e quindi nemmeno una cristologia.» Come potrebbe quindi esserci una incarnazione di Dio su un pianeta diverso abitato da una civiltà probabilmente altamente sviluppata, un’incarnazione – si chiede Kreiner – dello stesso Dio che secondo la confessione cristiana si è rivelato in Gesù di Nazaret? «Se Dio – spiega il teologo – si manifesta in qualche modo in tutta la sua creazione, allora in linea di principio ogni esperienza può comunicare un incontro con lo spirito del creatore. Non può essere un privilegio dell’uomo quello di percepire la bellezza della natura l’opera di un creatore trascendente. Anche altri esseri intelligenti potrebbero avere la stessa esperienza o quanto meno una simile. Come l’homo sapiens, anche gli alieni, nella loro ricerca scientifica, potrebbero scoprire la sapienza di un’intelligenza cosmica. Anche loro, nelle ingiunzioni morali che suscita la vita nel suo complesso, potrebbero percepire la voce di un Dio che invita, il quale li vuole condurre ad una vita migliore, ad una maggiore gioia, compassione e coraggio e che anche nelle loro mancanze e ei loro fallimenti li abbraccia con la sua tenera misericordia».

Armin Kreiner
Gesù, gli ufo e gli alieni
Queriniana,
pp. 272, € 22,50

Emanuel Swedenborg
De coelo et eius mirabilibus
et de inferno ex auditis et visis

(Del cielo e delle sue meraviglie
e dell’inferno secondo quel che si è udito e veduto)

La Vita Felice, pp. 584, € 19,50