Bignami, bignamini, bigini. Gli insostituibili libretti per gli esami

di Hilarius Moosbrugger

Da esperto passato usufruitore di ‘Bignamini’ so che questi non vanno confusi con i ‘Bigini’. I primi sono efficaci riassunti di testi appartenenti a innumerevoli materie; i secondi sono strumenti di traduzione letterale, interlineare, di opere latine e greche. In comune hanno una cosa: rendere facile e rapido il compito, lettura o traduzione. Li cito nel titolo per ragioni di puro suono.

Il riassunto è una pratica scolastica antica. Serve a sintetizzare le opere che debbono essere apprese, precisarne i concetti più rilevanti, facilitare la ritenzione mnemonica. I riassunti vengono stesi a mano e scritti di persona. Sono, in un certo senso, la sistemazione degli appunti presi durante la lezione o la lettura. Non sostituiscono il testo completo, ma rendono facile la comprensione, offrono una scorciatoia per ricordare efficacemente quanto dovrà esser debitato all’esame.

Non tutti coloro che insegnano li ostacolano. I professori più intelligenti sanno l’inutilità di insistere per la lettura completa di un testo. Questa avviene solo in casi particolari: la passione per parole e significati da parte del lettore. Non è qualcosa che si insegni. Uno ce l’ha o non ce l’ha. A coloro che hanno questa caratteristica l’insegnamento altrui serve come introduzione, come rivelazione di opere non ancora arrivate per via autodidatta. Siamo lontani mille miglia dalla scuola abituale. Qui programmi e manuali sono impostati a scopo nozionistico (non del tutto inutile), le deduzioni, gli approfondimenti, le soddisfazioni sono personali. Se si trova un professore che partecipa, si crea un legame tra pochi, non dovuto all’insipienza dei molti, ma alla fortuna del felice gruppo ristretto.

E i molti? Usano i ‘Bignamini’ o i ‘Bignami’ che dir si voglia.

86 anni fa sono nati i ‘Bignamini’. Il loro nome viene dal cognome di un professore del liceo Parini di Milano, professore di lettere e filosofia, Ernesto Bignami. Bignami, oltre ad essere un ottimo insegnante, aveva due caratteristiche: la passione per le motociclette e la mania degli appunti. Questo antesignano di Pirsig non accostava Zen e moto, era il 1931 allora, e gli studi Zen erano da venire; immagino che godesse di gite o nella bassa o verso i laghi, chissà? Gli appunti invece erano essenziali per le sue lezioni, sintetici, chiari, facilitavano lo studio ed erano apprezzatissimi dai suoi studenti. Il primo riassunto fu dedicato alle lezioni di italiano, uscì nel 1931, stampato in proprio, ebbe grande successo. Tanto che l’iniziativa si trasformò, da approccio privato a casa editrice. La felice idea del professore prese a correre, all’italiano si aggiunsero altre materie, i titoli si moltiplicarono, la distribuzione dei manualetti uscì dall’ambito della classe e del liceo Parini, entrò nelle librerie progredendo di anno in anno fino alla morte del fondatore nel 1958.

La casa editrice Bignami non cessò per questo. Il fratello del professore, ingegner Lorenzo, prese la gestione, ampliò la produzione alla materie scientifiche, continuando un filone che chiamarlo oro è poco. Oggi è un nipote, Ignazio, anch’egli ingegnere a guidare; l’azienda è situata tra Sesto San Giovanni e Cologno Monzese, ha un buon numero di collaboratori, propone un ampio ventaglio di titoli, anche se i best sellers sono rimasti invariati: i Promessi Sposi, la Divina Commedia.

I numeri hanno toccato un picco alcuni anni fa (centomila copie dei Promessi Sposi), ora saranno scesi, ma non di molto.

Ho sotto gli occhi la versione attuale dei Promessi Sposi. Color marroncino chiaro, 224 pagine, completo di indice dei nomi e indice generale, il riassunto è sempre quello di Ernesto Bignami, prefazione su Manzoni, la sua vita, sintesi dell’argomento del romanzo e sui personaggi principali. I capitoli sono di tre paginette, suddivisi in 8/10 punti di sommario. L’informazione sull’opera non può esser più completa. Cosa non può esserci? Il linguaggio del Manzoni, il tono, il clima del libro. Vorrei dire che non deve esserci. Chi vuol gustare quegli aspetti non ha che da leggere il testo completo, e se avrà il dono della lettura lo leggerà perfino più volte, trovando sfumature, trasformando i Promessi Sposi nei suoi ‘Promessi Sposi’, Manzoni autore, coautore il lettore.

Antagonisti ai ‘Bignami’ potrebbero essere i vari Google, Wikipedia etc. In termini di nozioni essenziali è possibile, ma l’approfondimento che i ‘Bignami’ offrono non è mai quello delle sigle citate. Di più avere in mano un manualetto permette un contatto sempre a portata e continuo, elemento essenziale nell’apprendimento.

I collaboratori preposti al lavoro di riassunto sono aumentati moltissimo. C’è molta sollecitazione verso la società perché accolga nuovi candidati. Di converso c’è molta attenzione a selezionare le persone adatte al lavoro. La qualità del risultato dei collaboratori è la miglior difesa nei confronti dei concorrenti. Non si spiegherebbe altrimenti il successo che continua ad essere preminente e rilevante. Si può notare che gli elementi del marketing editoriale seguiti sono: la varietà di argomenti trattati, la completezza dei riassunti, la distribuzione accurata, la costanza della forma grafica dei manuali; la pubblicità non è in gioco, l’opinione favorevole che gli utenti passano l’uno all’altro nell’evolversi delle generazioni è la miglior pubblicità possibile.

La società Bignami probabilmente soffre di una certa ostilità da parte delle case editrici scolastiche. Non le sarebbe facile entrare in ambiti di manuali di natura diversa da quella che persegue da più di ottant’anni. D’altra parte non crediamo voglia farlo e nel caso potrebbe sempre proporre marca e società diverse da quella storica.

La tendenza della comunicazione a sintetizzare tutto e tutto velocizzare continua ad aiutare i ‘Bignami’. Per paradosso oggi i testi più lunghi a disposizione della cultura sono i riassunti.